Doula porta l'HUG in Italia

Francesca Posenato condivide:

Ho scelto di seguire e formarmi come Hug Your Baby Teacher perché nel mio lavoro di doula, giorno dopo giorno, mi accorgo di quante false credenze esistano circa i bisogni di un neonato e le sue capacità di manifestarli. 
Una delle più grandi difficoltà dei genitori di oggi sono legate proprio alla soddisfazione dei bisogni dei loro piccoli, a partire dal sonno fino ad arrivare al cibo. 

Poter offrire loro dei semplici strumenti di semplificazione, permette di vivere meglio la loro esperienza di genitorialità, con più leggerezza. Semplificare è la chiave per poter contenere gli stessi genitori.
Quello che mi attrae del programma Hug Your Baby è il fatto che non si vuole spendere come manuale di istruzioni per genitori, cosa che in molti altri metodi vogliono fare e che reputo non realistico. Vuole offrire chiavi di lettura, strumenti che i genitori possano utilizzare per comprendere al meglio i segnali del proprio piccoli, partendo prima di tutto dall’osservazione attiva. 

Spesso i manuali di “istruzioni per l’uso” dei propri piccoli portano i genitori a non star in ascolto, che reputo invece essere il più grande strumento da attivare.
Hug Your Babymi permette di unire le basi della professionalità “doulesca” di ascolto, accoglienza ed empatia verso i genitori, dandomi le modalità di spiegazione di saperi che già mi appartenevano ma che era difficile rendere alla portata dei genitori.

Sicuramente le basi HUG saranno parte di un più ampio progetto di formazione che sto cercando di attivare per i volontari delle comunità di accoglienza per madri e bambino, perché credo tantissimo nel valore  di semplificazione che questo metodo trasmette e che può esser una grande rassicurazione anche per gli operatori sociali che si trovano ad accogliere i neonati e le loro mamme.